Vademecum di "buon uso" delle fototrappole

Le fototrappole sono uno degli strumenti in ambito naturalistico che sta subendo una rapida espansione di utilizzo a causa della facile reperibilità e intuitività nell’impiego e settaggio. Nasce come strumento del mondo scientifico, ma ora è ben diffuso per usi personali.

Se il mondo scientifico segue precisi protocolli e tecniche nel loro utilizzo, i non addetti al settore che ne usufruiscono non sempre lo fanno in maniera corretta.

Di seguito riportiamo alcuni semplici consigli e spunti di riflessione per un utilizzo che rispetti la Natura e i suoi abitanti.

Gli animali selvatici a causa dei loro acuti sensi sono in grado di percepire la presenza delle fototrappole ed ogni piccola modificazione ambientale. Esistono specie più o meno elusive e “sensibili” alla presenza umana, per questo motivo è importante minimizzare il nostro impatto sull’ambiente in cui andiamo ad installare le fototrappole. Come possiamo farlo?

  1. Posizionando la fototrappola in zone di passaggio individuati grazie a impronte e piste, feci ed altri segni di presenza, evitando di modificare l’ambiente.
  2. NON utilizzando attrattivi di alcun tipo, sia odorosi che alimentari, che in ogni caso andrebbero a deviare il comportamento degli animali selvatici con conseguenze negative. Favorire l’avvicinamento e l’incontro degli animali selvatici con l’uomo è una pratica NEGATIVA con conseguenze anche importanti per la conservazione di una specie e per la sicurezza di animali e uomo.
  3. NON posizionando le fototrappole in vicinanza di tane e nidi utilizzati o attivi, il disturbo arrecato dalla presenza della fototrappola, che ricordiamo essere un elemento estraneo all’ambiente naturale, in una parte così delicata del ciclo biologico della fauna può seriamente compromettere la sopravvivenza della cucciolata/nidiata.
  4. NON posizionando fototrappole nei pressi di carcasse fresche. Il disturbo creato dalla presenza della fototrappola o semplicemente dal nostro odore, può indurre gli animali a non cibarsene ed abbandonare quella fonte trofica.
  5. Evitando le visite frequenti alle fototrappole per minimizzare il nostro impatto in quel sito. In commercio esistono diverse soluzioni che ci permettono di lasciare in campo la nostra fototrappola per lunghi periodi (micro SD molto capienti, batterie esterne ). Acquistate delle fototrappole le cui caratteristiche permettano questo tipo di utilizzo!
  6. Nel caso in cui riprendiate degli esemplari di fauna selvatica particolarmente protetta (Es. Orso, Lupo, Sciacallo dorato, Lince, Gatto Selvatico, Lontra) segnalate la loro presenza all’autorità competente (Corpo Forestale Regionale, Carabinieri Forestali, Università, Enti di Ricerca).
  7. Nel pubblicare sui social network immagini di fauna selvatica protetta, come i Carnivori (Lupo, Orso, Sciacallo dorato, Lince) evitiamo di rendere nota la località precisa per proteggere la specie stessa. Non tutte le persone possono avere buone intenzioni nei loro confronti.

L’utilizzo delle fototrappole è una pratica affascinante, che richiede una buona conoscenza del territorio e dell’interpretazione dei segni di presenza lasciati dalla fauna.

Buone “catture” fotografiche a tutti!

2 pensieri su “Vademecum di "buon uso" delle fototrappole

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