La morfologia degli insetti: bocche diverse per adattarsi al mondo

Gli insetti sono animali presenti in un’incredibile varietà di forme biologiche.
Per adattarsi al meglio ai diversi tipi di dieta gli insetti hanno sviluppato diversi apparati boccali. In questo articolo uniremo la Macrofotografia Estrema (se ti sei perso le nostre lezioni clicca qui) a delle spiegazioni in cui vedremo alcuni dei tanti apparati boccali con le principali parti che li compongono. Noterete che ogni insetto ha adattato le diverse parti anatomiche per assolvere a un compito diverso. Ad esempio gli insetti con apparato masticatore possono triturare in modo molto efficace substrati duri mentre gli insetti con apparato pungente possono lacerare il tessuto molle per poi succhiare i liquidi all’interno.

1. Apparato boccale masticatore
L’apparato boccale masticatore è tipico dei coleotteri cerambicidi (es. rosalia alpina) e si adatta a masticare e rompere substrati molto coriacei come il legno, ecco perchè sono anche detti xilofagi.

1. Vista frontale di un apparato masticatore

2. Apparato boccale masticatore lambente
Questa variante dell’apparato masticatore è tipica degli imenotteri vespoidei che oltre a possedere mascelle in grado di lacerare i tessuti sono dotati di estroflessioni dette ligula per “leccare” o succhiare.

3. Apparato boccale succhiatore-perforante
Nei rincoti (es. le cimici) l’apparato boccale è adattato a perforare l’epidermide e succhiare liquidi. Il labbro inferiore forma una guaina scanalata che funge da alloggiamento a una struttura perforante detta stiletto simile a un ago ipodermico. L’animale da prima punge il tessuto poggiando il labbro, penetrandolo in profondità con lo stiletto per poi succhiare il liquido all’interno.

4. Apparato boccale pungente-succhiante lambente
Questo apparato boccale è tipico dei Ditteri Tabanidi (tafani) e Culicidi (zanzare), che nelle femmine è adattato alla dieta ematofaga (sangue) e nei maschi glicifaga (sostanze zuccherine). Le mascelle sono robuste in grado di pungere i tessuti per poi succhiarne i liquidi.

5. Apparato boccale succhiatore non perforante
I lepidotteri, come le farfalle, sono dotati di una lunga estroflessione che in genere si arrotola su se stessa aquando non viene usata e consente di succhiare i liquidi zuccherini dei fiori e viene chiamata spiritromba.

Bibliografia
Ferrari M., Marcon E., Menta A., (2006) Fitopatologia, entomologia agraria e biologia applicata. Ediagricole pp 735.

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