Sciacallo dorato e domande frequenti (FAQ), chi è questo Carnivoro alla conquista dell’Europa? – parte 1

Sciacallo dorato fotografato in Romania da Yannick Fanin

Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è un canide selvatico che ultimamente sta facendo molto notizia tra segnalazioni di nuovi gruppi riproduttivi ed ritrovamenti di individui in nord ovest Italia. Lo sciacallo dorato è presente da più di 30 anni nel nostro paese, che solo ora stiamo scoprendo di avere come “vicino di casa” grazie anche all’utilizzo diffuso dei social network che facilitano la circolazione delle notizie.

In base alla nostra esperienza e alle domande che ci vengono fatte o leggiamo spesso abbiamo pensato di rispondere a 10 FAQ comuni sullo sciacallo dorato. In questo articolo, parte 1, risponderemo a 5 domande! Seguite il blog per non perdervi la parte 2!

1. Ci sono gli sciacalli in Europa?
Sì, in Europa e in generale in Eurasia abbiamo una specie di sciacallo, che è lo sciacallo dorato (Canis aureus). Non c’è solo lui al mondo, infatti in Africa troviamo altre 3 specie diverse di sciacalli, che nell’immaginario comune sono quelli più conosciuti. Nella foto sottostante si può vedere un’approssimativa distribuzione delle diverse specie tra i continenti. 

Mivart, St. George Jackson – Illustrations from Dogs, jackals, wolves, and foxes: a monograph of the Canidae. With woodcuts, and 45 coloured plates drawn from nature by J.G. Keulemans and hand-coloured

2. Quando è arrivato in Italia?

Lo sciacallo è stato segnalato per la prima volta in Italia a metà degli anni 80’ del secolo scorso con individui arrivati probabilmente da Slovenia e Croazia ed è una presenza, anche se poco conosciuta, più che trentennale nel nostro paese. Da quel momento in poi la specie si è distribuita in diverse località del nord est, portando alla colonizzazione stabile dell’area del Carso goriziano e triestino in Friuli Venezia Giulia. Si è via via espanso nel corso degli anni verso nord ovest e ad oggi è riproduttivo in FVG, Veneto, Trentino Alto Adige ed è stato segnalato in Piemonte e Lombardia. Ha raggiunto anche l’Emilia Romagna in due località diverse di cui una è confermata essere riproduttiva. Le segnalazioni di questa specie in aree nuove avviene principalmente attraverso il rinvenimento di individui deceduti a seguito di impatti con autoveicoli e con segnalazioni fotografiche (riprese da fototrappole o dal vivo).

3. Perché si sta espandendo così rapidamente?

Ci sono diversi fattori che contribuiscono alla sua rapida espansione (ci ha messo comunque trent’anni). Partendo dalla sua biologia è facilitato dall’essere un animale molto plastico ed adattabile a contesti ambientali più o meno disturbati dall’uomo e dall’avere una dieta amplissima e variabile in base alle risorse disponibili. Una fase della vita subadulta di questi animali li facilita nell’espansione, che è la dispersione, ovvero un momento in cui i giovani sciacalli lasciano il loro branco d’origine per colonizzare aree nuove. I branchi di sciacalli sono stabili e territoriali, la dispersione permette a questi animali di avere una buona variabilità genetica e regolare la densità. Uno sciacallo in fase di dispersione può compiere anche diverse centinaia di chilometri alla ricerca di un compagno e un territorio nuovo da colonizzare, come quello che vedete qui in foto monitorato dai ricercatori sloveni. L’assenza del lupo in molte aree infine ha giocato un ruolo fondamentale nella libertà di movimento dello sciacallo. Il lupo è infatti il principale competitore dello sciacallo ed in aree stabilmente occupate dal lupo, lo sciacallo tende ad essere emarginato, scacciato attivamente o predato.

Spostamento dello sciacallo “Trstelj” in 2 settimane in cui ha percorso quasi 200km. Fonte http://sakal.gozdis.si/novice

4. Lo sciacallo non c’è mai stato in Italia, è un animale alloctono / alieno invasivo?

Lo sciacallo anche se non presente storicamente in Italia, NON è considerabile un animale alloctono su tutta la penisola anche se fino poco tempo fa erano le uniche aree in cui era presente era il Nord Italia. Cerchiamo di capire perché.

Una specie alloctona o aliena è definita tale se si trova al di fuori del suo areale naturale a causa di un intervento umano (trasporto, rilascio, commercio) e diventa invasiva se è molto prolifica e compete o minaccia la sopravvivenza di specie native o autoctone e in generale la biodiversità di un’area.

In entrambe queste definizioni lo sciacallo non rientra, in quanto la sua attuale distribuzione è frutto di un processo naturale di espansione dell’areale, nessun sciacallo è mai stato introdotto in Italia dall’uomo, per questo motivo non è considerabile una specie alloctona. Lo sciacallo è inoltre una specie particolarmente protetta dalla legge italiana (in particolare la n. 157 del 1992) e non è cacciabile. Questo purtroppo non lo rende immune agli atti di bracconaggio in quanto, come il lupo, è considerata spesso ed erroneamente una specie nociva per l’ambiente.

5. Ho visto/fotografato/fototrappolato un canide, come faccio a sapere se è uno sciacallo?

Sia il progressivo ampliamento di areale sia il frequente utilizzo di fototrappole fanno in modo che lo sciacallo sia un animale sempre più immortalato dalle persone. Per capire se davanti a noi abbiamo uno sciacallo dobbiamo guardare alcuni caratteri detti diagnostici che ci permettono di distinguerlo dai volpe e lupo.

Per quanto riguarda il confronto tra volpe e sciacallo:

Per quanto riguarda il confronto tra lupo e sciacallo:

Se avete domande potete farcele tramite la nostra pagina facebook o la mail esploracarso@gmail.com !

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